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The Empty Man: un’indagine tra incubo e realtà

The Empty Man: un’indagine tra incubo e realtà

Qualche sera fa ho avuto modo di vedere The Empty Man, il film diretto da David Prior e tratto dall’omonima graphic novel di Cullen Bunn e Vanesa R. Del Rey. Uscito nel 2020, il film ha avuto una distribuzione limitata e inizialmente non ha ricevuto grande attenzione. Con una durata di oltre due ore, The Empty Man si allontana dalle classiche produzioni horror commerciali, proponendo un’esperienza che oscilla tra l’indagine paranormale e l’horror psicologico.

La trama (senza spoiler): un’indagine tra incubo e realtà

La storia inizia nel 1995 in Nepal con un gruppo di giovani alpinisti che si imbatte in una grotta. Al suo interno scoprono uno scheletro molto strano e uno di loro subisce un maleficio osservandolo. Dopo un taglio netto tra questa prima situazione e la seconda, la storia inizia a seguire James Lasombra, un ex poliziotto, che indaga sulla misteriosa scomparsa di una ragazza. Le sue ricerche lo portano a scoprire una setta che venera un’entità oscura chiamata The Empty Man. Quella che sembra una leggenda urbana si trasforma in un incubo senza via d’uscita, dove il confine tra allucinazione e realtà è sottile.

Un horror diverso dal solito

Fin dalle prime scene, The Empty Man si distingue dai tipici horror moderni. La parte iniziale di cui parlavo prima nella trama è lunga quasi venti minuti questo fa sì che si crei quell’effetto di film nel film, con un’ambientazione che cambia radicalmente. 

A differenza di molti horror basati su jump scare facili, qui l’orrore è più psicologico. L’inquietudine cresce piano ed è alimentata dalla fotografia scura e da suoni disturbanti, che accrescono la tensione nello spettatore. La narrazione procede con un ritmo abbastanza serrato, permettendo di immergersi nelle ossessioni del protagonista.

Uno degli aspetti più affascinanti di The Empty Man sono i temi che tratta come la perdita, il senso di colpa e il libero arbitrio, intrecciandoli con elementi di leggenda urbana a teorie sul potere del pensiero collettivo. La setta che venera The Empty Man non è solo un gruppo di fanatici, piuttosto rappresenta un’idea: la creazione di un’entità superiore che possa dare un senso al caos della vita.

Un film sottovalutato, ma imperdibile

Purtroppo, The Empty Man non è stato pubblicizzato nella maniera corretta, tant’è che ho recuperato il film a cinque anni dalla sua uscita. È passato in sordina, ma spero anche attraverso questo articolo di farlo conoscere a nuovi possibili fan. È un horror che non si limita a spaventare, ma che lascia domande aperte e una sensazione di disagio che persiste ben oltre la visione.

Non ho molto apprezzato la scelta di inserire un film nel film, per quanto sia qualcosa di originale e che va a spiegare le origini del mito, poteva avere un taglio diverso. Molto interessante invece la scelta di partire da un gruppo di ragazzi che decidono di fare qualcosa di proibito, per poi sviluppare tutto il resto della trama. In questo mi ha ricordato film come Slenderman e Obbligo o verità. Devo ammettere che all’inizio pensavo sarebbe stato esattamente come The Bye Bye Man ma sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire che si discosta molto.

La fotografia è curata ma non così tanto, poteva essere fatto un lavoro migliore. A livello di suono invece risulta molto interessante e fastidioso al punto giusto. Scene inquietanti ne abbiamo, e una in particolare un po’ di tachicardia me l’ha fatta provare. Parlo della scena del fuoco: la reazione di James è così vera e mi ha fatta immedesimare molto. Il finale è stato inaspettato e quindi per me riuscito. 

The Empty Man, un thriller da non perdere

The Empty Man è un film che, nonostante la scarsa promozione, merita di essere riscoperto. La sua forza sta nella capacità di mescolare elementi classici dell’horror con una narrazione più stratificata e psicologica, che lascia spazio a diverse interpretazioni. Non è un film perfetto: alcune scelte narrative possono risultare discutibili e la fotografia poteva essere curata meglio, ma nel complesso riesce a trasmettere un senso di inquietudine che pochi horror moderni riescono a ottenere.

Se cercate un horror che vada oltre il semplice spavento, che giochi con la percezione della realtà e lasci domande aperte, allora The Empty Man potrebbe sorprendervi. Sicuramente non il solito film da brivido usa e getta, ma un’esperienza che resta nella mente dello spettatore.

Guarda il trailer del film The Empty Man

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