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La scogliera: un’Italia post-pandemica

La scogliera: un’Italia post-pandemica

Il primo romanzo breve, appena 130 pagine, di Irene L. Visentin è La scogliera, uscito a Febbraio per Bré edizioni. La scrittrice, di origini padovane, è un’appassionata di weird e horror ed è redattrice della fanzine fantascientifica Silicio. Il suo primo racconto esce nel 2019 dal titolo Anita nell’antologia Carnaio, poi nel 2020 un insieme di racconti dal titolo I tredici ed infine nel 2021 abbiamo Buie, un’altra raccolta. Il 27 febbraio 2025 è arrivano nelle librerie il suo primo romanzo: come si sarà mossa Irene uscendo dalla dimensione del racconto? 

La scogliera, una distopia post-apocalittica tutta italiana

Un romanzo distopico e post-apocalittico, con aspetti horror, che racconta di una vicina fine del mondo… o forse la fine è già iniziata? Eppure c’è ancora spazio per l’amore. O così credono, meglio dire sperano, Claudia e Massimiliano. Le tragedie possono unire o distruggere una coppia. L’ultima pandemia da Covid o chissà che cosa, poco importa, che ha reso tutto infetto, putrefatto, dapprima ha unito, poi ha distrutto. Per chi lottare? Per chi resistere senza più uno scopo? La natura ci ha donato l’istinto di sopravvivenza e lottare è un dovere. Vincere è un’altra cosa. Molto interessante come Irene L. Visentin nel suo La scogliera ci descrive la resilienza, la paura, la speranza, la lotta; come ci fa palpitare e soffrire. Un grido di speranza si alza nel cielo dalle pagine di questo libro: non mollare.

Un mix di generi: tra horror e distopia

La scogliera è un romanzo che mescola post-apocalittico, distopia e horror, con un’atmosfera cupa e un chiaro richiamo al mondo degli zombie, in particolare a The Walking Dead. La scrittura si distingue per uno stile asciutto, fatto di frasi brevi, che alternano un linguaggio ricercato a espressioni più crude, creando un ritmo particolare, a tratti spiazzante. L’inizio è volutamente confuso, con un world building che si svela lentamente. Ci troviamo in un futuro post-pandemia, dieci anni dopo una nuova epidemia che ha trasformato le persone in esseri infetti di vario tipo. La narrazione segue un doppio punto di vista: quello di Claudia e di suo marito Massimiliano, la cui relazione è segnata dall’odio e da un passato doloroso.

Tra tensioni, perdita e un destino incerto

Per una buona parte del libro, la storia procede in modo piuttosto riflessivo, con dinamiche di coppia tese e un senso di stallo che può risultare frustrante. Si percepisce un’idea interessante dietro la storia, con spunti originali, come la pietra misteriosa che sembra osservare i protagonisti e i Raccoglitori, figure che raccolgono informazioni e oggetti di valore da barattare. Tuttavia, la narrazione rimane spesso piatta, con pochi momenti di vera tensione o azione.

La dinamica tra Claudia, Massimiliano e Gianmarco – un amico di lui che entra a complicare ulteriormente la situazione – aggiunge un elemento di conflitto, ma non sempre risulta convincente. Il rapporto tra i due coniugi, in particolare, fatica a suscitare empatia: il dolore che li separa è forte e ben costruito, ma il modo in cui viene raccontato rende difficile affezionarsi ai personaggi. Solo verso la fine, quando si svela la vera ragione del loro astio, il loro dramma assume un peso emotivo più tangibile.

L’ultima parte del libro è quella più dinamica: finalmente accadono eventi significativi, con l’arrivo degli Ospiti (gli zombie). Il finale è volutamente aperto: i due coniugi, ormai senza più nulla da perdere, fuggono insieme su un motoscafo, suggellando una sorta di riconciliazione silenziosa, ma lasciando in sospeso il loro destino.

Considerazioni finali

In definitiva, La scogliera è un libro interessante, con un’ambientazione ben costruita e una scrittura che colpisce per il suo stile essenziale. Tuttavia, la narrazione a tratti eccessivamente lenta e il poco coinvolgimento emotivo nei confronti dei personaggi fanno sì che manchi quella scintilla che lo avrebbe reso davvero memorabile. Lo consiglio a chi cerca un horror italiano ben scritto, con una rilettura originale del tema zombie e un focus sui rapporti umani più che sull’azione.

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